BINARIO
Dissolvenza.
Due settimane, mi ci sono volute
per riprendermi da quello strano viaggio.
Non so dove sia stata,
nel frattempo, la mia mente.
Ora sono qui in una giornata di sole,
e sfreccio in bicicletta
sulla strada asfaltata
che costeggia il fiume.
Sempre al fiume io torno,
nel bene e nel male.
Oltrepasso il casello ferroviario in rovina,
e poi la strada al di là di una staccionata
prosegue, sterrata e piena di arbusti secchi.
Aggiro la staccionata, proseguo anch’io.
La strada finisce,
ed io con la bicicletta per mano
proseguo, camminando tra i binari arrugginiti
della linea ferroviaria dismessa.
Ciuffi di forsizie fiorite
cominciano a colorare le sponde,
ma i sambuchi stanno soltanto
cominciando a mettere le foglie.
Non è un sentiero da percorrere,
il binario…
Arbusti spinosi e sterpaglie
l’hanno invaso.
Le ruote rimbalzano sulle traversine,
ed in breve
le gomme sono bucate.
(la bicicletta non è mia)
Passo sotto strani ponti,
seguendo l'abbandonato percorso.
Un contadino con il trattore
mi guarda allibito...
...nessuno va in bicicletta
sul binario,
neppure portandola a mano.
Infine mi ritrovo
alla casa in rovina…
…e lì sosterò.
Crollerà?
Ma che importa…
“…il giorno è così terso,
che forse anche morire non fa male…”
Butto la bicicletta sul prato,
e mi sdraio sull’erba a guardare il cielo.
Forse gli angeli
stanno lassù, e non nel fiume...