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日志


NON ANNEGAI, MA...

 

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DESERTA E’ LA SPONDA

 

Freddo, torbido, si richiude su di me,

non pensavo fosse tanto profondo il fiume,

ma ci conosciamo bene, l’acqua ed io.

Realtà e riflesso

si sono congiunti

sotto la sua superficie.

Ma non serve, ora...

...non posso vivere, se non respiro.

 

Più in là, gorghi scuri..

Come fuggo la morte,

quando la sento vicina!

 

(avessi il coraggio di lasciarmi andare)

 

I vestiti incollati addosso,

esco dal fiume,

furente.

"Chi sei,

per poter dire di avermi capita?

Chi sei,

per giudicare una persona

dall’apparenza?

Hai forse dati certi,

per pensare

di aver sofferto più di me?

Non sai

che la soglia del dolore è soggettiva?

Hai uno strumento

che misuri il coraggio, infine?"

 

(non può aver coraggio,

chi non conosce la paura)

 

Di fronte a se stessi

si è soli, lo so.

Ma quanto coraggio ci vuole...

…e non so se ormai serva…

 

(forse ho già esaurito

 le forze

e tutte le mie nove vite)

 

Non c’è più nessuno,

sulla sponda e nel bosco.

Per forza…

…mi sono arrabbiata, davvero...

...e quando foschia scende,

chiunque cede, e va via.

 

(forse mi pensano irrecuperabile)

 

Ed io lì di nuovo,

a cercare un eroe.

Non ne esistono.

Non qui sul fiume.

 

Ma  chi lo vuole, un eroe!!!

Già è tanto difficile

incontrare un essere umano.

 

(ah, Diogene, quanto eri saggio

a cercarlo con la lanterna!!!)

 

Semplicemente

qualcuno con cui crescere,

chiedevo io.

Semplicemente,

camminare in due

sulla strada.

 

(via dal mio riflesso… odio la sua compagnia)

 

Il sole scende, alle mie spalle,

nel caldo pomeriggio.

E sul sentiero,

ancora una volta,

soltanto un’ombra.

La mia.