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RIVERSTORM

...si scateni dunque la tempesta sul fiume... ed infuri finchè il mio animo tormentato non trovi l'oblio

Tisifone Riverstorm

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Cerco me stessa... cerco la vita... cerco la morte ...sono un anima in pena!

Sapessi cosa cerco, non sarei qui. Sarei sulla strada per raggiungerlo, no?
La cosa frustrante è che non lo so, e continuo a cercare non so bene cosa.
Comincio a pensare che ciò che cerco non sia di questo mondo, ecco perchè ho citato la morte.
In realtà sono innamorata della vita, o... ci risiamo, di quello che potrei trovare, se sapessi cosa cercare.
Non chiedo certo lumi... guai a chi suggerisce!!!
Ognuno cerca quello che vuole, e la vostra ricerca è senz'altro diversa dalla mia.
Dunque, metterò in scena un'opera teatrale... un monologo interattivo... e vediamo cosa troverò, stavolta.
Tutto è possibile, qui, e potrebbe darsi anche che finisca come in "questa sera si recita a soggetto"
...con la morte reale dell'attrice che si era immedesimata troppo.
monologo interattivo di ricerca interiore
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GLI STESSI LUOGHI...

 
 girls
 

...IN ALTRA DIMENSIONE

 

Nel sogno

i luoghi si trasfigurano.

I sentieri  sono fatti

di erba e speranza.

Girano per le colline,

attraversano strani ponti,

giungono al fiume limpido

che canta dalle sue acque

e splende di sole.

 

In quel luogo avevo lasciato

l’anima mia

ed ora io dentro  ci cammino …

…è la strada di casa.

 

La corrente si porta via

il nome del luogo.

Sull’altra sponda,

lui sorride,

saluta con la mano…

 

è un benvenuto o un addio?

 

…il sole compie nel cielo

il suo percorso inverso.

 

Alla stesso modo,

sempre al punto di partenza

così torno io…

…sempre sui miei passi,

io torno,

come se

per me

non esistessero altre vie…

…null’altro che

eterno girare in cerchio

per ritrovarsi sempre

al punto di partenza

 

ma lo fa anche il sole

 

Cosa cercavo?

Me stessa, forse?

Non ricordo più…

 

Perché gridavo?

Il cielo è sereno.

Il luogo  bellissimo.

 

…mi siedo qui…

…come sempre…

…sul fiume…

 

posso scrivere la parola "fine"?...

FORSE

PER VIE IMPRATICATE...

 

nightriver

 

…AL FIUME ANCORA TORNAI

 

Come statua immobile

è rimasto a lungo

il qualcosa di me dimenticato qui.

Rientro in essa,

e apro gli occhi,

che erano di pietra,

sulla calda notte d’estate,

sugli echi del bosco

e dell’eterna acqua che scorre.

 

Come spesso mi accade,

non ricordo più nulla.

 

mi tornerà in mente tutto alla prossima tempesta

 

Mi guardo in giro…

…l’erba alta,

gli alberi finalmente folti…

…le sponde...

La luna.

Il buio.

 

Perché con lo sguardo

io cerco qualcuno

tra i cespugli e le fronde?

Non ricordo.

 

o forse un poco sì

 

Mi chiedo se qualche angelo

mi stia guardando dal buio,

il suo aspetto terreno

nascosto dalle foglie nere,

e cerco

il riflesso della luna

nei suoi occhi.

 

arduo trovarlo

 

Sospiro.

 

Perché mi torna sempre in mente

quella poesia?

 

Ognuno sta solo sul cuor della terra

trafitto da un raggio di sole:

ed è subito sera.

 

Guardo la luna,

 

e chi essa rappresenta

 

le parlo,

la sfido…

 

“Se anche fosse quello

il destino di ogni uomo,

io non lo accetterò!”

 

Mi sdraio nell’erba

a respirare la notte.

Non è in estate che morirò, lo so bene…

Mi guardo intorno, serena.

Per ora.

E domani…

…che faccio?

 

Ricomincio a cercare un eroe?

 

Mi addormento,

mentre soffia sul fiume

la brezza della notte,

ed un poco già rido.

DOPO UN LUNGO SOSPIRO...

 

landscape,wallpaper

 

…FINALMENTE PENSAI

 

L’ultimo sole

mi ha quasi asciugato i vestiti

e scende ora la sera.

Risalire il sentiero?

Non ancora.

Le emozioni si placano.

Rifletto.

Ascolto gli echi

che a questo palcoscenico sono giunti…

… come “fantasma dell’opera”,

che si dà tregua e riflette.

 

(Phantom of the opera, Nightwish, la senti?)

 

La tempesta se n’è andata,

non era quella letale,

(se mai ci sarà)

ed ora più di prima è sereno il cielo,

e l’animo.

 

Mi avvicino al fiume…

…so che vedrò il mio riflesso…

…i capelli, la fronte…

…reggo infine il mio sguardo…

…è una prova terribile…

 

Stupita,

trovo il normale sguardo

di un essere umano.

E con le labbra che tremano,

le sorrido.

No, non è un mostro.

 

Gli echi mi dissero di amare.

Loro forse non sanno…

…è esonerato dall’amare gli altri

chi non sa amare se stesso…

 

non saprebbe come fare

farebbe male anziché bene

 

Non potrò andarmene da qui

se non mi accetterò.

Penso subito

ai mille motivi per cui dovrei amarmi…

…aspetto che il mio cuore se ne convinca…

…ma cosa contano bellezza,

intelligenza,

sensibilità,

 

non è per questo che mi devo amare.

 

Dovrei farlo

anche se fossi

brutta stupida ottusa

…amarmi, solo per il fatto di esistere.

 

Difficile è questo per me.

 

Non so se ce la farò…

…ma è il primo passo.

 

Proverò.

 

Domandai,

e qualcuno rispose.

Chiesi la via,

me la indicarono.

Trattengo le loro parole,

mentre guardo arrivare la notte.

Forse è già primavera.

NON ANNEGAI, MA...

 

rivergirl

 

DESERTA E’ LA SPONDA

 

Freddo, torbido, si richiude su di me,

non pensavo fosse tanto profondo il fiume,

ma ci conosciamo bene, l’acqua ed io.

Realtà e riflesso

si sono congiunti

sotto la sua superficie.

Ma non serve, ora...

...non posso vivere, se non respiro.

 

Più in là, gorghi scuri..

Come fuggo la morte,

quando la sento vicina!

 

(avessi il coraggio di lasciarmi andare)

 

I vestiti incollati addosso,

esco dal fiume,

furente.

"Chi sei,

per poter dire di avermi capita?

Chi sei,

per giudicare una persona

dall’apparenza?

Hai forse dati certi,

per pensare

di aver sofferto più di me?

Non sai

che la soglia del dolore è soggettiva?

Hai uno strumento

che misuri il coraggio, infine?"

 

(non può aver coraggio,

chi non conosce la paura)

 

Di fronte a se stessi

si è soli, lo so.

Ma quanto coraggio ci vuole...

…e non so se ormai serva…

 

(forse ho già esaurito

 le forze

e tutte le mie nove vite)

 

Non c’è più nessuno,

sulla sponda e nel bosco.

Per forza…

…mi sono arrabbiata, davvero...

...e quando foschia scende,

chiunque cede, e va via.

 

(forse mi pensano irrecuperabile)

 

Ed io lì di nuovo,

a cercare un eroe.

Non ne esistono.

Non qui sul fiume.

 

Ma  chi lo vuole, un eroe!!!

Già è tanto difficile

incontrare un essere umano.

 

(ah, Diogene, quanto eri saggio

a cercarlo con la lanterna!!!)

 

Semplicemente

qualcuno con cui crescere,

chiedevo io.

Semplicemente,

camminare in due

sulla strada.

 

(via dal mio riflesso… odio la sua compagnia)

 

Il sole scende, alle mie spalle,

nel caldo pomeriggio.

E sul sentiero,

ancora una volta,

soltanto un’ombra.

La mia.

QUALCUNO USCI' DAL BOSCO

 

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NELLE FREDDE ACQUE

 

Sento presenze positive,

infine, qui intorno.

Come spiriti guardano me

ed il mio riflesso,

e ci trovano

perfettamente normali.

Un essere umano,

dunque, io sono…

…non “diversa”…

 

(ed una parte di me se ne rammarica…

…non sono dunque speciale, nonostante tutto)

 

…e per un attimo non mi sento più sola.

Il capitano che

talvolta scende fino al fiume

ormai mi conosce,

e parlare con lui,

che è sempre in guerra,

è paradossalmente momento di tregua.

 

Poi resto di nuovo sola.

Dunque nulla e nessuno

io potrò gettare nel fiume…

…no, per favore…

…dovrei andarmene,

tornare alla mia vita,

essere serena.

Ma una piccola onda

increspa il mio animo…

…quella che annuncia la burrasca.

Di nuovo…

…in eterno,

per colpa della mia mancanza di fede.

 

NON CREDO IN ME

(non credo in nulla)

 

Appena non riesco più

a toccare con mano le cose,

smetto di credere che esistano.

Mi hanno detto

che sono un essere umano come tanti.

Era un conforto.

Ma ora che sono sola

non ne sono più sicura!!!!

Le onde si alzano, nell’anima,

la solita angoscia.

 

Rumore di passi

lungo il sentiero.

Dal bosco esce qualcuno

che ha sofferto davvero.

Mi guarda, comprende,

il suo sguardo severo

legge la mia anima.

Io non lo prendo sul serio,

non subito,

anche se so che dovrei.

Mi prende per le spalle,

mi scrolla.

Io ancora non credo…

 

…spietato,

lui mi getta nel fiume.

NON TROVAI SOLUZIONE

 

 

VATTENE VIA!

 

Vorrei fuggire il mio riflesso.

Bellissimo, era…

…finchè non ho riconosciuto

in esso il mio volto.

Allora è diventato per me orribile,

e mi sono ritratta dall’acqua.

Oh, ma non serve…

…non sono gli occhi,

ad ingannarmi,

ma il male che ho dentro,

che non mi permette di vedere.

 

Perché odio tanto me stessa?

Oh, forse qualcosa so…

…nessuno sopporta d'avermi vicina,

non a lungo,

troppo esigente sono io,

e perfezionista.

Non sanno…

…che da me stessa

esigo sempre il massimo,

senza nessun perdono.

 

Sconfitta in partenza.

 

Io non posso lasciare me stessa..

E’ una tortura…

…meccanismi necessari e immutabili per me…

…potessi gettarla nel fiume!!!

 

MA CHI?

 

Quella dolce e fragile,

che non sa cavarsela?

Quella fredda e dura,

per necessità di sopravvivere?

Quella che s’interroga senza sosta,

e non mi dà tregua?

Quella che ha un vuoto dentro,

e che cerca l’amore che non c’e?

Quella che ride fino alle lacrime…

…per non pensare?

Quale delle mille, tutte necessarie?

MA COME FANNO A CONVIVERE?

 

Tempesta infuria dentro di me,

lo so che dovrei amarmi

così come sono...

...ma sempre poi succede che

tutto diventa tranquillo

come i fili dell’alta tensione

nel cielo azzurro.

Senza una risposta.

 

Come mi attira, il fiume…

…e l’oblio…

…via, dal dolore.

Via da questa angoscia.

 

Non stavolta.

 

Poco profonda è l’acqua.

Esausta guardo di nuovo.

Non vedo più oltre…

…esausti e stanchi ho la mente e il cuore. 

TORNO' L'ANIMA

 

girl

 

RITORNO

 

Dove lasciai la mia anima,

l’ultima volta che me la sentivo?

Ora ricordo.

Oh, no… non di nuovo…

Non rivoglio quell’anima,

non quella che piangeva,

non quella che si era persa,

l’avevo lasciata nell’”altrove”,

l’avevo scordata,

vivevo beata nell’oblio!

 

(ma non ero felice, così,

mi sentivo già morta)

 

È tornata, di nuovo.

Fragile complicata difficile.

 

Oh, no…

Non piangerò nel sole.

Non griderò più la mia rabbia.

Se soltanto questo io sono,

da qui dovrò ripartire.

 

Guardo nel fiume,

e mi vedo.

Sì, sempre io…

…davvero speravo

 di veder qualcun altro,

stavolta.

 

“Cercai ovunque il mio nemico,

ma non lo trovai.

Per lunghi giorni mi chiesi

chi fosse colui che mi tormentava.

Infine mi fermai a bere al fiume,

mi accostai all’acqua,

e, lì riflesso, lo vidi.

Io, il mio peggior nemico”

 

Dura lotta, si annuncia.

Non da sola,

io prego…

…sono stanca della mia compagnia.

Ma potrà qualcuno

arrivare davvero fin qui?

 

GETTAI LA CORAZZA...

 

 

VENTO SULLA RIVA

 

Mi rialzo,

e all’improvviso

sento il desiderio

di mostrarmi come sono…

…sento che ho addosso

un’armatura

che mi soffoca.

 

Comincio a liberare le mani,

i guanti di ferro gettati nel fiume.

Tolgo l’elmo,

i miei capelli rotolano,

ondulati e lunghi

sulle spalle e sul mio dorso,

poi libero le mie braccia,

le mie gambe…

…il metallo brunito

si ammucchia

sulla sponda…

Getto via gli ultimi pezzi,

per correre libera…

 

…mi accorgo con stupore

che dentro l’armatura

non c’era nulla…

…corro tra l’erba

con un corpo che non ho,

urla silenziose

dall’anima mia che non esiste…

…soltanto un vortice di vento,

un fantasma trasparente nel sole.

 

Con la mano incorporea

cerco una spada perduta.

 

Poi la dimentico,

per raccogliere intorno a me

qualcosa della mia essenza…

…non è tempo di svanire,

non ancora…

VENNE IL SOLE PER UN GIORNO

 
 

BINARIO

 

Dissolvenza.

 

Due settimane, mi ci sono volute

per riprendermi da quello strano viaggio.

Non so dove sia stata,

nel frattempo, la mia mente.

 

Ora sono qui in una giornata di sole,

e sfreccio in bicicletta

sulla strada asfaltata

che costeggia il fiume.

 

Sempre al fiume io torno,

nel bene e nel male.

 

Oltrepasso il casello ferroviario in rovina,

e poi la strada al di là di una staccionata

prosegue, sterrata e piena di arbusti secchi.

Aggiro la staccionata, proseguo anch’io.

 

La strada finisce,

ed io con la bicicletta per mano

proseguo, camminando tra i binari arrugginiti

della linea ferroviaria dismessa.

Ciuffi di forsizie fiorite

cominciano a colorare le sponde,

ma i sambuchi stanno soltanto

cominciando a mettere le foglie.

 

Non è un sentiero da percorrere,

il binario…

Arbusti spinosi e sterpaglie

l’hanno invaso.

Le ruote rimbalzano sulle traversine,

ed in breve

le gomme sono bucate.

 

(la bicicletta non è mia)

 

Passo sotto strani ponti,

seguendo l'abbandonato percorso.

Un contadino con il trattore

mi guarda allibito...

...nessuno va in bicicletta

sul binario,

neppure portandola a mano.

 

Infine mi ritrovo

alla casa in rovina…

…e lì sosterò.

Crollerà?

Ma che importa…

 

“…il giorno è così terso,

che forse anche morire non fa male…”

 

Butto la bicicletta sul prato,

e mi sdraio sull’erba a guardare il cielo.

Forse gli angeli

stanno lassù, e non nel fiume... 

LA VIA PERDUTA

 

 

IN TRE ATTRAVERSARONO IL FIUME

 

Un’auto passa, sul ponte.

Lui è il primo a partire,

ed è già in divisa.

E’ il sergente addetto alla mensa della caserma.

Porta gli occhiali scuri,

e sorride sereno.

Lui non conosce tempeste, lo so.

Ho visto il suo sguardo, e il suo sorriso.

 

Poi, mentre sto lì a fissare il fiume,

passa anche l’auto dei carabinieri.

Il maresciallo scende,

si affaccia al parapetto del ponte.

Mi chiama, perché mi conosce,

ed ha riso spesso con me.

Mi grida qualcosa,

come se stesse trattando

con chi si vuole buttare nel fiume.

Ma lo sa che non è così.

Dall’auto lo chiamano via radio,

mi grida: “Mi dispiace…

…tu avevi bisogno di parlare!”

e se ne va, perché affari urgenti

lo chiamano.

 

Dopo un po’ si ferma un motociclista

(a chiedermi indicazioni, penso io).

Lui è vestito di nero,

la sua moto è rossa amaranto.

Certo, mostrare la via a qualcuno

può farti distrarre dal dolore…

salgo dietro di lui,

perché la strada per andarmene dal fiume

la conosco bene.

Non gli interessa, però.

Vuole mostrarmela lui, la via.

Mi conduce per strani sentieri del lungofiume,

 fino a che la strada finisce.

Si toglie il casco,

scende dalla moto,

mi prende tra le braccia,

mi bacia.

Io, assolutamente perplessa,

lo lascio fare,

e mi sento un fantasma

in un sogno assurdo.

 

Il campanile della chiesa del paese

batte le ore,

mi riporta alla realtà,

ed io scappo via come Cenerentola.

Lui va di là, io di qua.

Ci rivedremo?

 

Infine ritrovo il fiume,

e sono sull’altra riva, altrove.

Immobile come una statua,

rifletto e volo in uno strano altrove.

Prima o poi, quando avrò capito, tornerò.

Forse. 

 
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...ho chiesto che infuri la tempesta... non scrivermi dunque nulla che non sia devastante come un uragano... 

paesaggi

...perchè in questo luogo il mio animo solo questo desidera

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Non mi sento così tanto archeologo solo per aver trovato il tuo blog...
la lista film è solo all'inizio, non ho molto tempo per poterla aggiornare, saranno almeno il doppio quelli che dovrei inserire.
Spero di trovarti presto collegata per fare 2 chiacchiere...
Apr. 22
Grazie della visita inefetti anch'io e tanto che nn scrivevo nel mio blog tra il pc rotto e i problemi che ho avuto con lo spaces sono stato assente per un pò
mi ha fatto piacere ricevere la tua visita ricambio mandantodi un bacio a presto Tisifone
con affetto Dante
Oct. 22
Beh che dire e stata proprio questa la cosa che mi ha fatto entrare nel tuo blog...
ma poi leggendoti mi hai affascinato sei veramente brava complimenti
e vero e buffo quante probbabilita ci sono cmq tranquilla che nn sono il tuo amico pero spero di diventarlo alla prossima
un bacio con affetto Dante

La realtà nel giorno
Il sogno nella notte
No alla folla, la solitudine
Via dal mare, all’alpe fresca
Più dell’amore, la nostalgia
Crudo orgoglio, dolce modestia
Forzato ad essere, scelta di non essere
E se il sogno è invenzione
spazio infinito, desiderio di fantastico
e la realtà certezza, limite, appagamento
Voglio sognare di vivere
e vivere per sognare.

Sept. 25
cris ...wrote:
ciao cara, e' sempre un piacere passare a leggere cio' che scivi ciao un abraccio da firenze
Sept. 10
Swanwrote:
Ciao bella sono tornata :-) Le infiltrazioni non me le hanno ancora fatte. Prima di attuare qualsiasi intervento, la fisiatra vuole vedere il risultato dell'ecografia ( che farò il 31 lglio ) bacionissimi
July 22
Swanwrote:
ah ah ah ottime idee mia cara sacerdotessa! Io aggiungerei anche " come cucinarsi un piatto di pasta senza utilizzare tutta una batteria di pentole " :-DDDD Un bacio bellissima e buon week end anche a te
June 28
Simautzwrote:
ciao bel blog..passa anke da me se t va..ciao!!
June 27
NCrow Dravenwrote:
Ciao,grazie mille x il tuo commento,non posso crederci finalmente una persona a cui piacciono i Cavalieri dello Zodiaco!!!Sai io faccio illustrazione e i vecchi cartoni mi hanno influenzato molto(lo conosci il cartoon Tigerman?)...e x la verità sn i + belli,sia a livello d storia ke a livello d disegni.Cmq nn c crederai ma il mio personaggio preferito era proprio SIRIO(sarà sicuramente bellissimo tuo figlio...e complimenti x la scelta del nome)...sai d solito alcuni si appassionano del personaggio principale quello +forte(in qst caso Pegasus)invece fin dal primo momento mi ha colpito lui il mitico DRAGONE...pensa ke avevo i modellini originali quelli cn l'armatura d ferro(avevo parekki personaggi)...mah a pensarci nn ne ho avuto mlt cura e d qst ora cm ora mi dispiace molto!.Buona giornata...a presto.ripassa da me se vuoi 6 la benvenuta!!!.

Ps.X quanto riguarda quel libro purtroppo nn l'ho letto(ne ho letti altri a liceo di Stephen king)...sai il tempo è poko,xò lo prenderò e farò del tutto x leggerlo...mi fido del tuo consiglio.Poi t farò sapere...Byeeeeeee
June 27
cris ...wrote:

Ascolta il rumore dell'acqua...Ascolta l'acqua che scorre negli orridi e tra le rocce.

Sono i piccoli corsi a far più rumore,mentre le grandi acque fluiscono silenziose...

un saluto da un viandante silenzioso

June 26
NCrow Dravenwrote:
Ciao Tisifone,è un piacere trovare il tuo spaces...complimenti davvero bello!!!X caso t piacciono I Cavalieri dello Zodiaco?Madò è uno dei miei cartoni preferiti e poi adoro l'illustrazioni dei vecchi cartoni animati!Magari ne facessero altri così...l'unici ultimi ke si salvano sn Dragon Ball e Naruto...ma gli altri nn sn x niente all'altezza dei vecchi!!!Ora t saluto...Passa da me se vuoi!Complimenti ankora...Bye bye...
June 26
ricambio la cortesia
June 26
Purtroppo Tisifone è per la nuda parola, e dunque ora il "buona settimana.gif" di Nadir dovrà tradurre...
...è un angelo, di luce...
 
May 4
NADIR IBRAwrote:

buona settimana.gif Sfogliando nella bacheca si leggono i mille volti umani, speranze, illusioni, di tutti noi che cerchiamo disperatamente nella vita qualcosa di vero, qualcuno che sia profondo e non superficiale,oppure un sogno da condividere....alcuni di noi riescono a trovare ciò che cercano, altri invece si perdono in questa ricerca e rinunciano....auguro a tutti coloro che entreranno in questo luogo "magico" di scoprire ciò che cercano e soprattutto di non rinunciare mai a cercare.
Come il "Piccolo Principe" di Saint-Exupery che alla fine del suo lungo viaggio ha trovato ciò che cercava...(vi consiglio di leggerlo insegna molto!)
buona settimana aricyao

  ๑۩۝۞۝۩๑  NADIR ๑۝۩۞۩۝๑

May 4
Alla fine ti ho trovata! Ti ho scovata anche in questa tua forma segreta! Pensavi che mi avresti tenuta lontana per molto semplicemente tacendomi un URL? :)
La mia curiosità per questo tuo luogo segreto e onirico è ora soddisfatta e io ascolterò con piacere i tuoi dialoghi col fiume, che placido scorre indifferente alla tempesta...
Un saluto, dunque, anche all'altra te segreta, da Leuconoe 
May 3
Grimildewrote:
Ah...quasi dimenticavo...
Il post sul guerriero non si riferiva ad una situazione sentimentale...
E' che guardandomi intorno ho visto solo persone che scappano.
Persone che trovano più rassicurante chiudere gli occhi e ignorare i problemi, sperando che essi spariscano automaticamente nel nulla, anzichè affrontare la realtà e soffrire un pò (un pò tanto, a volte) ma poi poter andare avanti. Persone che si legano a bugie e continuano a viverci dentro. Senza essere felici, tra l'altro, neanche nelle menzogne stesse. Ci sono cose che non capisco. Troppe cose che non capisco. Troppe cose a questo mondo che stonano. E mi sembra che le persone che riescono a sentire le note stonate vadano via via diminuendo... E mi sento come quando da piccola ascoltavo i grandi parlare di cose che non conoscevo. Come se tra me e queste persone ci fosse un vetro. Un vetro che distorce i suoni. Cosicchè le note, limpide da un lato, arrivano distorte e stridenti dall'altro. E il discorso vale in entrambi i versi di propagazione...
Scusami, credo di essermi lasciata trasportare dalle parole. Al solito.
Buona notte.  :)
Apr. 25
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